Anche quest’anno non può mancare la classica vacanza sub degli amici del Circolo Sommozzatori.

La meta scelta è Asdu un’incontaminata isoletta dell’atollo Male Nord delle favolose Maldive.

Siamo in 7 amici di cui 5 sub, più: Dolly, che ha appena iniziato il corso sub con noi e Patty, sub ad “honorem” perché ci sopporta ed ascolta per ore i nostri discorsi monotematici di pesci, coralli, consumi di aria, ecc……

Finalmente Venerdì 30 settembre alle 21 ci imbarchiamo sul volo Oman Air – inizia la vacanza!!! - che ci condurrà, anche se con un veloce scalo in Oman di una mezza giornata o giù di lì, alle tanto sognate Maldive.

Il giorno seguente nel tardo pomeriggio atterriamo a Male… ma usciti dall’aeroporto, ci guardiamo intorno e …. “Dov’è la barca che ci deve portare sull’isola?”. Subito una guida ci tranquillizza, si tratta di un piccolo contrattempo, ma nessun problema, tra 5 minuti tutto risolto.

Eh no, il problema esiste, arriva un temporale ed inizia a diluviare e si fa buio. Ribecchiamo la guida che si inventa varie scuse, ma si sa i cinque minuti Maldiviani corrispondono, forse a causa del fuso orario o del cambio sfavorevole con l’Euro, a circa un paio d’ore.

La barca arriva, ci imbarca e via ….. velocità di crociera massima ed arrivo previsto in soli 30 minuti (invece dei soliti 45). Tra un salto e l’altro sopra le onde, qualche guarnizione dei vetri che inizia a penzolare e la mia schiena che implora pietà, ecco una luce fioca che si avvicina sempre più…..siamo giunti al pontile di Asdu.

Dopo cena finalmente il meritato riposo.

Ma ecco che nel silenzio più assoluto… un tonfo improvviso. Mi sveglio di soprassalto. “Cosa succede?” Niente, è solo una noce di cocco, torna a dormire” mi risponde una voce dall’oltretomba che solo dopo avrei capito essere mio marito Paolo.

Ma non passa tanto che un urlo straziante, mi fa balzare in piedi con gli occhi sgranati. “Aiuto, ma cosa succede?” “Niente, è un uccello che fa la corte alla compagna, torna a dormire” – ancora quella voce dall’oltretomba. Finalmente la fase REM e fino al mattino più niente.

Il risveglio è stato un dei più bei momenti, sabbia bianca, palme e acqua turchese ed il tranquillo fischiettare degli uccelli.

Un’abbondante colazione e poi pronti per la prima immersione.

Immersione dalla spiaggia con check-dive. Niente male, pesci pagliaccio, classici pesci da barriera ed una tartaruga e poi prima di uscire: tutti in cerchio e ad uno ad uno svuotamento maschera e recupero dell’erogatore. Prova superata, i nostri istruttori possono essere fieri di noi!

Pranzo, pennichella sotto le palme e via per un’uscita in barca a Kuda Thila, dove un piccolo squalo di passaggio e anche molto veloce nel dileguarsi, ci ha fatto gli onori di casa.

Tutti i giorni da veri sub non potevamo esimerci dall’ingrato compito di immergerci in quelle calde acque per ammirare squali (a Sleeping shark) – prima che arrivassimo noi effettivamente dormivano, tartarughe e grosse murene maculate.

Meritano di essere citate le immersioni:

  • Dhoni Thila – un Dhoni (tipica imbarcazione maldiviana) affondato e ricoperto di concrezioni coralline, con un simpatico pesce perla che si affacciava timidamente da un corrimano e tanti piccoli pesci balestra.
  • L’immersione notturna sull’house reef con i preparativi iniziati sulla spiaggia al buio per ambientarsi anticipatamente e creare suspance….e poi dopo una piacevole passeggiata pian piano l’acqua sale e ci si può lasciare andare, si sgonfia il gav ed ecco…. un paguro bernardo enorme, un pesce palla che dorme su una fune (simpaticissimo!), un pesce pappagallo che dorme sotto una roccia. Ma le Maldive sono proprio rilassanti sopra e sotto l’acqua!
  • Manta Point – si tratta di una stazione di pulizia delle mante, dove il loro avvistamento è quasi assicurato e dico quasi perché l’unica manta vista è stata quella che ci ha salutato mentre in barca ci dirigevamo sul punto dell’immersione.
    Infatti mentre eravamo sotto in attesa, da lontano si vedono dei piccoli puntini neri (saranno forse le mante?), pian piano si avvicinano ma le dimensioni sono veramente ridotte. Si tratta delle mobule, che comunque nel loro piccolo assomigliano alle mante.

Ma che fine hanno fatto Dolly e Patty? Lettura, e-mail di lavoro (ma non è possibile!), canoa e passeggiate sull’isola (anche se per girarla tutta bastano 5 minuti), bagni in mare e di sole.

E poi tutti insieme a fare snorkeling in tutte le salse e a tutte le ore (e sì abbiamo provato anche lo snorkeling notturno). E Patty, che non ci vede ed inizia a pinneggiare a tutta velocità. «Ma dove scappi, per forza non ci vedi siamo dietro di te, ad ammirare un grosso trigone. Aspettaci!»

Dimenticavo Dolly non ha resistito ed ha provato il battesimo del mare… con le foto possiamo fare proprio un bello scherzo al suo istruttore facendogli credere che ha già conseguito il brevetto (Michele per gli scherzi è un vero genio di inventiva ed attuazione).

E di sera cosa fare? Qui non ci sono discoteche, negozi (eh no qui non si può fare shopping), TV, c’è solo un tavolo da ping pong ed uno per il famoso gioco a carte maldiviano (ma come non lo conosce nessuno?). Dimenticavo c’è una volta celeste stupenda e da veri astronomi una sera seduti in riva alla spiaggia abbiamo visto, qualcuno il grande carro, qualcuno il piccolo carro, l’orsa minore e qualcuno quasi dormiva.

Comunque prima di cena, si fa un aperitivo con birra e Pringles thaiwanesi (tutte le sere un gusto diverso: cipolla, aglio, normali, con peperoncino…i gusti sono finiti), due chiacchere, si cena e poi si parla, parla e parla anche con Claudia e Antonio le nostre guide sub.

C’è chi si sfida a ping pong ma non vuole perdere e dopo la tensione del gioco riposa seduto su una comoda seggiola di vimini.

Vi ricordate quando all’inizio del racconto ho definito Asdu “isola incontaminata”?

Qui i bungalow sono tra le palme, non hanno i vetri alle finestre e l’acqua calda non esiste (ma entrambi non servono). Si vive a contatto con la natura.

Insomma, una bella vacanza, tanto sole, un’isola incantevole, compagni di viaggio ottimi e a proposito “a parte la prima notte i rumori poi diventano familiari e non importa se qualche uccello notturno deve dire la sua mentre tutti dormono”.

 

 
 

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